Moduli per parrocchie

Negli ultimi anni è aumentata la consapevolezza dell’importanza di curare la raccolta dei dati personali (talvolta sensibili), soprattutto in caso di minori. La sensibilità sul tema è cresciuta ulteriormente con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo 51/2018 che dà attuazione alla direttiva (UE) 2016/680.

In questa sezione del sito raccogliamo approfondimenti che permettano di capire meglio come muoversi in questo delicato mondo e alcune indicazioni per le parrocchie affinché possano predisporre moduli e fare scelte che rispettino i diritti delle persone coinvolte, con un’attenzione particolare alle attività estive.

È utile per inquadrare l’argomento partire dalle FAQ pubblicate il 26 marzo 2019 dalla CEI.
https://giuridico.chiesacattolica.it/wp-content/uploads/sites/37/FAQ-PARROCCHIA.pdf

Ci sono casi in cui le azioni svolte in occasione di iniziative parrocchiali escono dalla cornice giuridica prevista dalle norme canoniche, ad esempio nel caso in cui si organizzi una gita fuori dagli spazi parrocchiali e sia necessario comunicare dei dati alla struttura ospitante, oppure nel caso in cui si voglia raccogliere materiale video-fotografico per pubblicarlo nel sito o nei social della parrocchia.

In queste situazioni è bene attenersi anche al corpus giuridico che disciplina la raccolta dati e le necessarie autorizzazioni all’utilizzo di foto e video.

Consigliamo pertanto ai responsabili di ragionare in anticipo e predisporre moduli capaci di tutelare al massimo i diritti e la privacy delle persone coinvolte.

L’Ufficio Legale della Diocesi di Padova ha predisposto un modulo base per agevolare le parrocchie:

Per la specifica situazione dei Grest e dei campiscuola si configura una situazione ulteriore: la posizione di attori/collaboratori nell’organizzazione dell’attività, cioè gli animatori.

Suggeriamo di predisporre dei moduli ad hoc che aiutino a registrare un accordo esplicito e definito sempre a tutela delle persone coinvolte in tali attività:

Per ampliare e continuare la riflessione rimandiamo all’approfondimento predisposto dall’Avvocatura della Diocesi di Milano
“I 10 comandamenti 2.0 … per un oratorio estivo tranquillo”.

Qui l’articolo della Difesa del Popolo che riprende il tema.

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Per situazioni particolari suggeriamo di contattare direttamente

l’Ufficio Legale della Curia o un professionista del settore.

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Il Servizio Tutela Minori della Diocesi di Bergamo ha scritto un opuscoletto dal titolo “Buone prassi di prevenzione e tutela dei minori in parrocchia”. Lo puoi trovare qui.

Ci sembra utile riportare alcuni passaggi.

  • SCEGLIERE CON ATTENZIONE COLORO CHE OPERANO A CONTATTO CON MINORI

Ogni persona che dona parte del suo tempo per attività in parrocchia dedicate all’accompagnamento e all’educazione di minori rappresenta una grande risorsa e segno di vitalità della comunità. In taluni casi – tra l’altro – è sempre più difficile trovare figure che decidono forme di servizio e volontariato in parrocchia, soprattutto se si tratta di attività o proposte pastorali che chiedono disponibilità lunghe e assunzione di responsabilità educative nei confronti di minori (si pensi all’ambito della catechesi e formazione adolescenti).

L’urgenza di trovare «qualcuno che se ne occupi» non ci esime dal considerarne l’idoneità.

L’attività educativa nei confronti dei minori richiede delle minimali ma necessarie qualità umane oltre che un’adeguata e costante formazione, equilibrio, capacità di assunzione di responsabilità e talvolta anche specifiche competenze. Nella scelta degli operatori pastorali non si richiede certamente un’indagine previa sulla loro vita personale, né tantomeno sono necessarie – per quanto attiene ai volontari parrocchiali – certificazioni atte a dimostrare l’assenza di pendenze giudiziarie. Prudenza vuole che, nell’ipotesi in cui sorgano fondati elementi di non idoneità, una persona venga dissuasa – con delicatezza e rispetto – dall’intraprendere/continuare a svolgere un’attività con minori. Ciò tutela anzitutto il minore, ma anche la persona stessa e la parrocchia.

  • FORMARE E INFORMARE I VOLONTARI

Formare e informare i volontari che operano in parrocchia su tematiche attinenti alla tutela dei minori e su come prevenire comportamenti inadeguati – quando non addirittura nocivi – è di fondamentale importanza.

  • ALCUNE INDICAZIONI PRATICHE

da consegnare ai volontari che si occupano del settore minorile

ATTENZIONI POSITIVE DA CURARE:

  • trattare tutti i minori con rispetto;
  • fornire loro modelli positivi di riferimento;
  • essere sempre visibili agli altri quando si lavora con i minori;
  • segnalare al coordinatore responsabile comportamenti potenzialmente pericolosi e abusivi;
  • sviluppare una cultura in cui i minori, soprattutto se bambini, possano parlare apertamente, porre domande ed esprimere eventuali preoccupazioni;
  • rispettare la sfera di riservatezza e intimità del minore;
  • informare le famiglie delle attività che vengono proposte e delle relative modalità organizzative.

COMPORTAMENTI NEI CONFRONTI DI UN MINORE CHE NON POSSONO MAI ESSERE ACCETTATI:

  • infliggere castighi fisici di qualunque tipo;
  • sviluppare un rapporto esclusivo con un singolo minore rispetto ad altri;
  • lasciare un minore in una situazione potenzialmente pericolosa per la sua sicurezza psicofisica;
  • parlare o comportarsi con un minore in modo offensivo, inappropriato o sessualmente provocatorio;
  • provvedere a gesti di cura della persona (come lavarsi e cambiarsi) che un minore potrebbe benissimo fare da solo/a;
  • discriminare un minore o un gruppo di minori;
  • chiedere a un minore di mantenere un segreto;
  • fare regali ad un minore discriminando il resto del gruppo;
  • fotografare o video filmare un minore e/o diffondere via web o social network immagini di minori e/o chattare con minori.

Scarica la versione stampabile della lista di attenzione qui sopra.

2019-06-27T13:53:03+02:00