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Il logo

logo-sicomoroZaccheo cerca affannosamente di vedere Gesù, corre, si arrampica. Alla fine è Gesù che lo trova, ma solo quando anche Zaccheo lo cerca e si mette in gioco con un gesto semplice, spontaneo come quello di un bambino.

Ed è il sicomoro il luogo in cui si svolge questo incontro, un albero molto diffuso in quei posti, un albero che ha sapore di quotidmattia-ocelloianità.

Mi piace pensare che Gesù in qualche modo stesse cercando Zaccheo anche prima, appena entrato in città. Ma fino a quando lui non sale sul sicomoro non riesce a trovarlo, perché non era nel posto che Lui aveva pensato per il loro incontro, non era nella sua quotidianità.

Mattia Ocello

 

 

Slogo-sinodoono Cristina Berto, ho 24 anni e sto frequentando l’ultimo anno della magistrale di Creatività e Design della Comunicazione allo IUSVE a Mestre.

Il logo che ho ideato per il Sinodo dei Giovani nasce dall’analisi del Vangelo di Zaccheo e dalla mia riflessione sulla proposta del Vescovo Claudio. In questa esperienza, quello che si cerca di far vivere ai giovani che vorranno coinvolgersi sarà la possibilità di essere ascoltati, di avere un luogo dove c’è spazio per loro, dove trovare fiducia, la fiducia di essere “germogli nuovi” di una comunità che cresce.
Per comunicare questo, si prestavano bene due “luoghi” del Vangelo di Zaccheo: il sicomoro e la casa.

Il sicomoro, luogo dell’inaspettato, dove Gesù si ferma ad incontrare un Zaccheo che la folla aveva allontanato, dove si crea una situazione nuova, dove nasce un incontro libero, ma carico di possibilità. La casa, luogo dove Gesù si ferma, dove accoglie la vita di Zaccheo per quella che è, dove Zaccheo fa discernimento e capisce come lui può mettersi al servizio di Gesù.

Il logo cerca di esprimere prima di tutto queste sensazioni, con linee semplici ed essenziali, richiamando questi due luoghi e la possibilità di avere uno spazio di casa, di accoglienza e fiducia e di essere parte di un germoglio che cresce.