Due passi concreti

👉 Se sei nato/a tra il 1987 e il 2004 ti proponiamo un ritiro di una giornata in zona colli per fare il punto sulla tua esperienza di fede. Sarà un’occasione in cui ti aiuteremo a rileggere la tua storia (come un autobiografia) e recuperare gli elementi essenziali del tuo rapporto con il Signore, i tuoi dubbi, le tue certezze, le tue domande aperte. Se vuoi farti un’idea di cosa potrà succedere ti suggeriamo questo video della Diocesi di Reggio Emilia a cui ci siamo ispirati per la costruzione del ritiro: https://www.youtube.com/watch?v=Zz8AN7A8BTs
Clicca per iscriverti:

👉 Se conosci uno o più giovani maggiorenni (18-35enni) della tua comunità che a tuo giudizio potrebbero testimoniare la loro fede scrivici a info@giovanipadova.it o chiamaci al 329 4040706, entro il 25 settembre 2022. Un servizio in “modalità talent scout”: uno sguardo altro vede spesso doni e ricchezze che da soli facciamo fatica a riconoscerci. Ovviamente accenna la cosa a chi hai in mente…

LINEE PROGETTUALI DI PASTORALE GIOVANILE

 SIMBOLO

Mi vorrei rivolgere proprio a te: Perché non apri le braccia e accogli Gesù? Perché non lo prendi sulle tue braccia, vicino al tuo cuore? C’è un percorso che in tanti modi sto cercando di presentare, che potrebbe essere segno di questa braccia aperte capaci di accogliere il bambino Gesù. È la proposta di saper pronunciare la propria fede di fronte all’assemblea, un’assemblea pubblica, di saper dire: “Signore Gesù, io ti prendo nelle mie braccia. Io credo in te”.
Io sono convinto che ce la facciamo, sono convinto che abbiamo questa forza, queste risorse, che lo Spirito del Signore ci dia questa capacità di aprire le nostre braccia anche quando gli altri ci vedono. Allora, sosteniamoci reciprocamente.

Vescovo Claudio, Veglia dei Giovani, 10 dicembre 2020

Qui abbiamo provato a condensare in alcune pagine i principali elementi e il senso del percorso.

LINEE PROGETTUALI DI PG – ELEMENTI ESSENZIALI

Il testo rimanda ad eventuali approfondimenti ulteriori con i link al suo interno.

Ci sono tante esperienze e realtà (parrocchie, associazioni, movimenti) che offrono preziosi occasioni o cammini di crescita nella fede per i giovani sopra i 18 anni.

D’altra parte, dai confronti raccolti nella visita pastorale e alla luce degli stimoli del Sinodo dei Giovani diocesano e del Sinodo dei Vescovi… sentiamo urgente rilanciare un’attenzione particolare alle modalità con cui, come Chiesa locale, stiamo accanto ai giovani in questa fase cruciale della loro vita. Siamo convinti che in loro, nel campo che è la loro vita, ci sia già il tesoro e la perla preziosa (Mt 13, 44-46). Notiamo che c’è una forte domanda di spiritualità e di ricerca di senso, anche se spesso confusa e intermittente. Siamo altrettanto certi che l’incontro con Gesù possa sprigionare le migliori energie e accendere o riaccendere la speranza nel futuro.

Proprio per questo sentiamo fondamentale promuovere un percorso nella luce del Vangelo che permetta a un giovane di progredire nella propria ricerca esistenziale e spirituale, per comprendere la propria chiamata ad una vita piena, per compiere scelte responsabili negli ambiti fondamentali della vita che riguardano gli affetti, le amicizie, lo studio, il lavoro, la fragilità e la cittadinanza.

Il percorso ha due obiettivi:

  • Accompagnare il giovane a riscoprire la bellezza della propria vita fondata in Cristo rinnovando la personale professione di fede, all’interno della comunità cristiana, e delineando una personale regola di vita.
  • Ringiovanire le scelte, i modi, i linguaggi, le proposte della comunità cristiana, attraverso il coinvolgimento e l’azione dei Testimoni (vedi “Destinatari e protagonisti”), del Consiglio Pastorale Parrocchiale, del parroco/responsabile.
  1. Giovani dai 18 anni in avanti, alla ricerca della propria identità e chiamata ad una vita piena, che intuiscono nell’incontro con Gesù una promessa di pienezza e di felicità.
  2. Adulti significativi (chiamati “Testimoni” nelle linee progettuali), resi credibili dalle loro scelte di vita, appassionati del Signore Gesù e del Vangelo, capaci di incontro e di relazione con i giovani, che nell’accompagnamento dei giovani nello stesso tempo arricchiscono e si arricchiscono.
  3. La comunità cristiana, che si impegna nel discernimento dei “Testimoni”, nel sostegno al loro servizio e nell’accompagnamento dei giovani lungo il percorso.
  4. Accompagnatore spirituale: figura preparata e debitamente formata (laico, religioso/a, presbitero), scelta in autonomia dal giovane dopo essere stato introdotto alla ricchezza di un rapporto di accompagnamento.

Dietro la proposta c’è la convinzione che non basta “frequentare”, magari per tanti anni, gli ambienti parrocchiali/associativi/… per poter fare un’esperienza autentica di incontro con il Signore.
Allo stesso modo non è scontato che la fede e il rapporto con il Signore crescano per far fiorire la vita del giovane, soprattutto dove mancano queste tre dimensioni:

  1. impegno personale: attraverso la necessaria autoformazione e l’assunzione diretta di responsabilità;
  2. occasioni di sostegno, verifica e rilancio con chi ha fatto qualche passo in più nella fede: nel dialogo spirituale con un accompagnatore spirituale, nel confronto con il parroco e il testimone,…
  3. l’esperienza di vita fraterna: occasioni in cui ci si ritrova come gruppo o come comunità perché l’avventura della fede non è una regata in solitaria ma l’avventura di un popolo che agisce, si riconosce, sbaglia e ricomincia insieme.

Il percorso tenta di creare perciò le condizioni affinché queste tre dimensioni trovino un’applicazione concreta e contemporanea nella realtà; è una proposta sufficientemente flessibile da permettere di essere adattata alla enorme varietà dei contesti e delle specifiche situazioni, da quelle più ricche a quelle più affaticate. Nello specifico il percorso non si sostituisce anzi integra e valorizza:

  • il cammino del gruppo/realtà di appartenenza del giovane, laddove presente (AC, Scout, Movimento…).
  • le proposte di formazione già presenti nei territori, in contesto diocesano o altro (Villa Immacolata, Seminario,…)

Perché questa integrazione sia fruttuosa il percorso va adattato con sapiente gradualità al singolo giovane (alla sua situazione di vita e di fede) e alla parrocchia, movimento, associazione, realtà in cui si innesta. L’Ufficio di PG ha elaborato adeguate piste perché ciò avvenga nel rispetto del possibile e del conveniente.

La molteplicità dei cammini, orientati da una finalità comune, permette a tanti giovani di convergere a prescindere dal personale percorso e dalle specifiche appartenenze, per ritrovarsi sotto lo stesso comun denominatore di “giovani in cammino verso la professione di fede”.

Al termine del percorso il giovane chiede di poter esprimere con più evidenza e gioia la propria professione di fede. Tale gesto semplice ed umile viene vissuto con la propria comunità cristiana durante l’Eucaristia domenicale e in futuro anche in un momento diocesano. È un momento di forte testimonianza dove il giovane, pronunciando la propria professione di fede, racconta quello che ha (ri)scoperto della sua fede, l’amore di Dio Padre, l’incontro con il Signore Gesù Risorto, il dono dello Spirito che lo accompagna nella vita e la sua appartenenza alla Chiesa (cf. la scansione del Credo).

Questo gesto vuole essere la punta di un diamante scoperto, sgrezzato, rifinito durante il percorso.
Un rito di passaggio (seppur semplice) che esprima l’autenticità del cambiamento avvenuto.

Negli anni pastorali 2019-2020 e 2020-2021 è stata avviata una sperimentazione di queste linee progettuali in alcune parrocchie della nostra Diocesi. Purtroppo l’evoluzione della pandemia ha rallentato alcuni passaggi. Tuttavia, alcune comunità si stanno già muovendo per partire ufficialmente nell’anno 2021-2022.

Se sei interessato a saperne di più perché questa presentazione ti ha incuriosito ma vorresti approfondire qualche elemento o se hai già il desiderio di avviarlo nella tua realtà ti invitiamo a contattarci al 329 4040 706 oppure via mail info@giovanipadova.it

Indicativamente, questi sono i passi preliminari con cui finora abbiamo avviato il percorso:

  1. Confronto dell’equipe PG con parroco/cappellano/responsabile della realtà.
  2. Confronto dell’equipe PG con alcuni adulti di riferimento (es. presidenza CPP).
  3. Presentazione della proposta al Consiglio Pastorale Parrocchiale (facilitata dall’equipe PG) ed eventuale adesione.
  4. Discernimento per scegliere i testimoni sempre in CPP, con traccia dell’incontro già preparata dall’equipe PG.
  5. Incontro coi testimoni indicati (confronto, conoscenza, orientamento, primi passi).
  6. Innesco e proposta ai giovani.

Veronica

Signore, in questi anni non sono certo stata una compagna di strada esemplare. Sogno sempre stata molto paurosa. Avevo paura di fare scelte sbagliate, di accettarmi così come sono, di illudermi. Avevo paura di lasciarti parlare, pensando che tu mi chiedessi cose impossibili. Così ero in continua ricerca di qualche sicurezza. Ma appena pensavo di averla trovata, questa svaniva e dovevo cominciare da capo. Poi durante il ritiro spirituale a Vittorio Veneto ti sei “fatto vivo” con le parole che l’angelo dice a Maria: “Non temere”. Queste parole mi hanno accompagnato fino ad ora. Parole che mi dicono di accettare la tua volontà, di aver fiducia in te che vuoi solo il mio bene. Sono passati quattro mesi da allora e oggi, Signore, sono venuta per dirti che CREDO IN TE e mi fido di te. Hai mantenuto la promessa, mi continui a ripetere quanto mi vuoi bene, mi hai donato serenità, mi mostri passo dopo passo quello che mi aspetta. Signore, non ho più paura di dirti che ti voglio bene, di accettare la tua volontà. Mi hai mostrato la strada da percorrere come stella polare e io ho cominciato a farlo. Ho scelto e so che è la scelta giusta. Signore, voglio ringraziarti perché mi culli come una madre fa con il suo bambino, perché sei lampada ai miei passi, perché mi hai posto accanto delle persone straordinarie che ogni giorno mi mostrano il tuo amore, penso alla mia famiglia, ai miei amici, alla mia comunità giovanile e alla comunità delle figlie di San Giuseppe. Vorrei poterti esprimere con parole migliori ciò che provo, ma siccome non ci riesco molto bene, ti chiedo di leggere nel mio cuore: ti voglio bene e credo in te.

Dario

Quanti dubbi, quante incertezze si sono susseguite nei miei pensieri, quanto mi sono interrogato per fare questo passo, combattuto tra la mia ragione e la tua volontà. Ebbene SII!!!! Signore, io sono pronto ad affermare che credo in te e che mi fido, dite e della tua volontà.

Giovanni Paolo II° nella veglia della GMG del 2000 ha detto: «Vedo in voi le “sentinelle del mattino” in quest’alba del terzo millennio». Tornato da Roma potevo dire di aver toccato e seguito Gesù Cristo, perché nella fatica, nella difficoltà, nella serenità, nella gioia, nella gente, nella persona che ti serviva, nel Papa… c’era Gesù Cristo il risorto.
Erroneamente pensavo che la Professione di Fede fosse un passo da compiere solamente dopo aver superato alcuni ostacoli che si sono presentati nel cammino della mia fede, ostacoli che, più il tempo passava e con più impegno miravo a superarli, diventavano grandi e sempre più difficoltosi. Successivamente ho dedotto che non ci sia mai il momento giusto per fare la Professione di Fede, perché noi resteremo peccatori e “Uomini” sempre, fino al momento che lasceremo la nostra umanità di peccatori per la resurrezione, certi che Dio ci accoglierà tra le sue braccia.
E per questo che io, peccatore più di ogni altro, con questo gesto voglio dire al Signore che Credo in colui che è Amore e Pace, che ho bisogno di colui che è Serenità e Gioia, per vivere la mia vita terrena serenamente e gioiosamente, guidato dalla luce di Gesù Cristo Signore tra gli uomini, pregando il Signore affinché mi accetti come grande peccatore quale sono. Gesù, sono tuo discepolo custodiscimi.

Elisa

“Non ti cercherei se non ti avessi già trovato”.

Questa bellissima frase di sant’ Agostino, come sai bene, Signore, mi ha sempre accompagnato fino ad oggi, che sono qui davanti alla mia Comunità a dire che credo in T e Ti voglio bene. Penso infatti che Tu sia intimamente presente nell’anima di tutti gli uomini che spesso però non riescono a trovarti e a vederti, immersi come sono nei loro pensieri, nei loro impegni, nelle loro preoccupazioni. Signore, senza superbia o presunzione, dico che a me sembra di essere riuscita a trovarti, non solo dentro di me, ma anche nella vita di ogni giorno.  Ti ho visto e Ti vedo nella mia famiglia, uno dei doni più grandi che tu mi abbia mai fatto, nelle persone ami[1]che e nella comunità di cui faccio parte.
Ti ho visto e Ti vedo nei bambini e nei ragazzi dell’ACR, che mi ricordano quanto sia giusto e bello ma anche difficile, testimoniare la Tua presenza viva nella nostra vita; in tutte le esperienze in cui ho potuto vivere dentro la bellezza delle montagne, dei boschi e dei sentieri impegnativi e faticosi, ma che danno una gioia immensa quando si arriva al rifugio. Ti ho visto e ti vedo presente anche se spesso non è facile, in tutti i miei innumerevoli momenti di crisi, di pianto, di sconforto. Tu mi hai sostenuto sempre. Signore, come non credere che Tu esisti, esisti davvero e non sei solo un’invenzione dell’Uomo? Io credo che tutte queste cose vengano da Te, non possono venire dal caso e tanto meno dall’Uomo stesso. Io credo che tu mi voglia bene, e me lo dimostri sempre. E per questo Ti dico stasera che anch’io Ti voglio bene, Signore, e Ti ringrazio infinitamente per ogni Tuo dono gratuito. Ti chiedo di perdonarmi per tutte quelle occasioni in cui non riesco a dimostrartelo, in cui voglio fare da sola o Ti ricordo dopo 1000 altre cose, che mi distraggono dall’unica importante, che sei Tu. Ti chiedo di aiutarmi nelle difficoltà, e soprattutto aiutami a restituire almeno un po’ dell’infinito amore che mia hai regalato. Amen.

Stefano

Così dice un autore anonimo: “finché nasconderai la luce che c’è in te, rimarrai soltanto un’ombra di te stesso”. Niente di più vero ma niente di più difficile… perché devo rovinare il quieto vivere se fingendo e assecondando un po’ tutti senza mai espormi, salvo capra e cavoli? Perché devo essere me stesso se impersonando un alter ego risulto più simpatico? Credo che la risposta sia che, essendo esseri umani, si ha il bisogno, piuttosto che la necessità, di raggiunge[1]re dei compromessi proprio per non compromettere nulla. Beh, questa è la cosa che non voglio fare con Te! Non sono più un bambino che alla domanda “Vai ancora a Messa?” risponde con timore pensando all’idea che si faranno di lui qualsiasi risposta dia. Fino a qualche tempo fa mi sembrava che ammettere la partecipazione alla liturgia o ai momenti di preghiera fosse visto da chi mi circondava come un segno di debolezza: dato che con le mie forze non ce la faccio devo fare affidamento a qualcosa di più potente che magari svolga il grosso del lavoro per me. Poi un giorno, anzi, una notte, ho capito che la luce di cui parlava la frase con cui ho iniziato sei Tu e da allora molte cose sono cambiate. Era il Giovedì santo di 5 anni fa, per l’appunto la notte tra il Giovedì e il Venerdì, quando la chiesa rimane aperta per l’adorazione. Era buio ma arrivava un po’ di luce dalla cappellina e seduto tra i banchi ho cominciato a guardarmi attorno notando cose che sfuggono con la luce del sole. Stavo scoprendo la mia Chiesa ma appena ho posto lo sguardo sulla Croce ho cominciato a piangere senza capirne il motivo e la sensazione era la stessa che avevo provato molti anni prima quando guardando la statua di un Cristo deposto mi sono disperato perché non riuscivo a capire cosa avesse mai potuto fare un uomo per meritare uno strazio simile. Mi sentivo e mi sento tuttora piccolo e vulnerabile ma estasiato dall’amore libero, vero ed assoluto che hai per noi; ti sei lasciato crocifiggere anche per me, hai sopportato ogni sorta di ingiuria senza batter ciglio per farmi meglio comprendere il tuo ultimo Comandamento: “AMATEVI GLI UNI GLI ALTRI COME IO HO AMATO VOI”! Io stasera riconfermo con maggior vigoria il mio credere in Te e il mio amore per Te e come ha già fatto qualcuno, ti dico: “Fa di me uno strumento” come vuoi Tu ed ogni tanto per svegliarmi dammi pure un calcione … credo proprio che non potrai farne a meno! Buona notte a presto

Il numero 6/2022 di Lettera Diocesana (giugno-agosto) è dedicato al Simbolo. Qui puoi leggere i cinque articoli che offrono alcune pennellate introduttive alla proposta: Lettera Diocesana_SGUARDI_ 2022/06 (diocesipadova.it)