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Mission

L’Ufficio per la pastorale dei giovani nasce circa dieci anni fa con il mandato del Vescovo Claudio: 
essere a servizio del territorio perché ogni giovane possa crescere e diventare adulto nella fede.

Sono tre le espressioni che vale la pena riprendere brevemente.

A servizio del territorio. Significa che non siamo chiamati a essere un centro di pastorale giovanile autonomo, ma un Ufficio al servizio delle parrocchie e delle comunità. Il nostro compito non è sostituirci a ciò che già esiste, ma sostenere, accompagnare e mettere in relazione le energie presenti sul territorio.

Giovane. Quando utilizziamo questa parola facciamo riferimento principalmente alla fascia tra i 18 e i 30-35 anni. È vero però che il nostro sguardo si estende anche agli adolescenti, 14-18 anni, perché molti dei processi educativi che osserviamo iniziano già lì e, per incarico del Vescovo, i ministranti in questa fascia di età.

Crescere e diventare adulto nella fede. Per noi significa accompagnare una persona a diventare capace di professare con consapevolezza la propria fede nel Signore Gesù Cristo dentro la Chiesa, assumendola come criterio che orienta la vita.

Desideriamo raggiungere questa mission attraverso due linee principali:

Il kerygma al centro: la Professione di fede
Sentiamo la necessità di tornare a indicare con chiarezza il cuore del messaggio cristiano: l’incontro, possibile ancora oggi, con Gesù Cristo vivo e presente, che ha dato la vita per ciascuno di noi, ci ama e abita in noi.
Vorremmo rimettere al centro una domanda semplice ma decisiva: «Ma tu, hai incontrato il Signore?».
Molte delle nostre proposte ed in modo particolare la Veglia dei Giovani con al centro la Professione di fede si muovono precisamente in questa direzione. Clicca qui approfondire la professione di fede.

Sostenere il sistema in atto
Vogliamo sostenere la vitalità e la missione pastorale delle parrocchie, senza sostituirci ad altre realtà, né essere alternativi alle associazioni e ai movimenti presenti sul territorio.
Per noi sostenere significa offrire una direzione, alimentare un pensiero, fare rete, coordinare progetti condivisi tra Uffici, Associazioni, Movimenti e Ordini religiosi e proporre iniziative dirette in alcuni snodi formativi particolari.
Come pure sostenere significa provare ad interrogarci su come aiutare le Parrocchie a riscoprire una propria generatività pastorale partendo dall’annuncio kerigmatico, integrandola nella ricchezza educativa e pastorale della nostra Diocesi.