“Stare sul pezzo” è un’espressione che può tradurre l’espressione “ecclesialese” del saper leggere i segni dei tempi, inserirsi nel processo di discernimento del vedere-giudicare-agire, ascoltare la voce dello Spirito.

Oggi significa contemperare l’emergenza di ragazzi e adolescenti rimasti in isolamento per tante settimane, le fatiche di tanti adulti e anziani che affrontano disagi economici o solitudine, il desiderio di spendersi di tanti giovani soprattutto per i più poveri e gli emarginati, la necessità di essere molto seri con il rispetto dei protocolli sanitari con l’esigenza di annunciare il Vangelo e vivere un’esperienza di comunità.

Perché questo è il fuoco che ci abita e il senso profondo delle tante attività che facciamo!

Raccogliamo in questa pagina alcuni spunti e indicazioni per progettare e realizzare concrete esperienze di carità.

Proposte a km 0 per giovani

Quest’Estate si preannuncia insolita: il desiderio di ripartenza si fa sentire forte ma sarà inevitabile adottare ancora misure attente di contenimento della pandemia. Le possibilità di azione rimangono tante, e con la creatività possono sempre crescere.

Il nostro suggerimento è di valutare anche per quest’anno delle piccole esperienze giornaliere a km 0, non residenziali, intercettando domande e bisogni che il territorio (e il tempo) in cui viviamo presenta e che spetta a noi, come credenti e cittadini, saper leggere e interpretare.

Anziani soli che potrebbero essere visitati o aiutati in bisogni molto concreti (sistemazione di spazi interni o esterni, la spesa, qualche chiacchiera…), famiglie in difficoltà economica da soccorrere, spazi parrocchiali e pubblici da riqualificare, banchi alimentari delle Caritas da sostenere… senza dimenticare alcune realtà diocesane, in primis le Cucine Popolari a Padova, desiderose di accogliere anche giovani con l’accento veneto (gli altri anni accoglievano soprattutto giovani con “fazzolettoni” di altre zone d’Italia).

Come?

  • Vedere-Giudicare-Agire. Suggeriamo di approcciare la questione con metodo, non saltando subito al piano pratico e operativo ma chiedendoci PERCHÉ e PER CHI ci impegniamo, lavorando dunque sul piano delle “motivazioni”. Qui trovi una scheda di lavoro curata dalla Caritas diocesana che ti può accompagnare in questo processo (pdf “Vicinanza parrocchiale”).
    Non dimentichiamoci che, come cristiani, “metterci al servizio” significa servire e amare Gesù che veste i panni del povero e del bisognoso (Mt 25,31-46). Qualche spunto di riflessione si può trovare anche nel sussidio diocesano Le comunità cristiane del Risorto in http://www.diocesipadova.it/le-comunita-cristiane-del-risorto/
  • Suggeriamo ai giovani di creare un collegamento con il proprio parroco e vicario parrocchiale e con i referenti della Caritas parrocchiale. Con loro può essere auspicabile anche un dialogo con le amministrazioni locali (sindaco, assessori, servizi sociali,…).
  • Alcuni suggerimenti concreti a titolo di esempio (da verificare ovviamente sulla base dell’evoluzione della situazione igienico-sanitaria e ponderazione delle responsabilità in gioco)
    • Incontra e conosci l’Opera della Provvidenza S. Antonio.
    • Ogni domenica in alcune parrocchie della città di Padova o della cintura urbana si svolge “pranzo con i poveri”. Si tratta di un servizio molto semplice che consiste nel preparare i panini e distribuire i cestini del pranzo e della cena per molte persone povere e senza tetto che vivono in città (contatto: suor Albina – Cucine Popolari, 375 5088476).
    • Le Cucine Popolari di Via Tommaseo attendono piccoli gruppi di giovani dai 17-18 anni in avanti per un servizio dentro e fuori la struttura, anche legato alla riqualificazione dello spazi circostanti della zona della Stazione ferroviaria.
      Guarda questo video: https://youtu.be/8LjGBBPl62I Contatto: suor Albina, 375 5088476
    • Infine, sempre nella città di Padova, tieni d’occhio le proposte del Centro Servizi Volontariato.
    • A livello locale, almeno 240 Caritas attive nelle parrocchie della nostra Diocesi sono impegnate in vari servizi a sostegno di singoli e di famiglie: consegna della spesa porta a porta o in locali antistanti la parrocchia, raccolta dei generi alimentari nelle “spese sospese” dei supermercati, visita o servizi di sostegno ad anziani o persone con disabilità. Suggeriamo soprattutto la possibilità di creare una rete di servizio di babysitting anche gratuito.
    • In molte zone della Diocesi sono attivi dei doposcuola parrocchiali; un servizio in cui gli educatori della parrocchia si potrebbero inserire, a sostegno dei compiti e dei recuperi di bambini e ragazzi della Scuola Primaria e Secondaria di primo grado. Qui trovate una scheda che ne spiega il senso e come attivarli (http://www.caritas.diocesipadova.it/opere-parrocchiali/doposcuola). Si tratta di una proposta che può creare delle belle sinergie tra adulti, giovani, adolescenti, AC, scout ed anche Comuni e Scuole e risponde al gran bisogno di sostenere i bambini/ragazzi che hanno meno opportunità di andare in vacanza aiutandoli nell’impegno scolastico e di relazione. In particolare bambini di origine non italiana hanno subito molto questa situazione trovandosi a regredire con la lingua italiana.
    • Si potrebbero valorizzare, pulire, riqualificare o abbellire spazi parrocchiali (es. tinteggiatura delle stanze del Centro Parrocchiale), in collaborazione con il Circolo Noi parrocchiale. Tale attività potrebbe riguardare anche degli spazi pubblici (sistemazione di un’area verde, pulizia di una zona), in accordo con il Comune di pertinenza.
    • Da non dimenticare anche il servizio di sostegno alle Liturgie.
    • Per accompagnare il “fare” con il “pensare” e il “pregare”, in https://www.giovanipadova.it/schede-post-sinodo/ si possono trovare due schede sul tema della “Carità” per approfondire questo tema e per accompagnare la verifica e l’interiorizzazione delle esperienze vissute.

Suggeriamo di dare uno sguardo alla pagina https://www.giovanipadova.it/estate-2021 che contiene i riferimenti normativi da rispettare per realizzare attività coi minori, comprese le FAQ a fondo pagina.

Infine… Raccontaci il tuo progetto! È importante condividere con gli altri quello che facciamo anche perché possa ispirare altri: invia le tue foto e i tuoi racconti a info@giovanipadova.it

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