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Il Vangelo del Sinodo

Dal Vangelo secondo Luca (19,1-10)

 vignetta-zaccheoGesù entrò nella città di Gerico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: “Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua“. Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: “È entrato in casa di un peccatore!”. Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: “Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto”. Gesù gli rispose: “Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto”.

 

“Intravedo nell’episodio si Zaccheo una nuova creazione. Una ri-Creazione dell’uomo che, similmente alla Creazione di Michelangelo, tende la mano verso Dio, ma questa volta divenuto suo pari. Un Dio che non guarda l’uomo dall’alto verso il basso, ma è costretto ad alzare lo sguardo per incrociare quello della sua creatura”.

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Stefano Zanchi

 

 

 

 

“Pensiamo a Gesù e al fascino che la sua persona suscitava tra i suoi conterranei. Non solo i dodici, ma folle lo seguivano, in molti si radunavano intorno a lui per poter godere della sua compagnia, per imparare qualcosa di utile per la vita, per essere guariti da malanni fisici, per ascoltare le sue parole e lasciarsi stupire dai suoi gesti. Certamente Gesù era uno di quelli che non passavano certo inosservati.
Anche Zaccheo non doveva passare inosservato: basso di statura in senso fisico, ma posizionato ben in alto nella società. Era ricco, un pubblicano, malvisto da tutti. Negli occhi della gente di Gerico non c’era l’uomo ma già un giudizio su di lui, il riflesso delle sue debolezze, delle sue povertà, delle sue mancanze.
Zaccheo però è anche un uomo che cerca qualcosa di diverso per la sua vita, qualcosa che possa dargli una qualità nuova, e, spinto dalla curiosità, spera di trovarlo in quel Gesù, di cui ha tanto sentito parlare.
Si arrampica su un sicomoro. Gesù alza lo sguardo su di lui e la sua vita cambia: gli occhi che lo osservano non vedono l’esattore delle tasse, il peccatore, ma l’uomo, Zaccheo, nella sua totalità, il suo cuore, il suo desiderio profondo di giustizia. Su Zaccheo si posa uno sguardo che redime: ‘Il Figlio dell’uomo è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto’.

E noi? Suscitiamo curiosità in chi ci sta intorno?
Fin dove siamo disposti a essere curiosi? E a lasciarci incuriosire?”
Francesca Cera

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